C’era una parola che Giorgio Delsante amava particolarmente: comunità. Non come concetto astratto, ma come intreccio di persone, relazioni e responsabilità condivise. È anche nel segno del suo esempio che giovedì 28 maggio, al Manzini Off, Munus – Fondazione di Comunità di Parma e Provincia ha celebrato i suoi primi dieci anni di attività insieme a sostenitori, istituzioni, volontari e cittadini.

Un anniversario importante, vissuto non solo come occasione per ripercorrere quanto realizzato, ma soprattutto per riaffermare una visione: quella di una comunità che cresce quando sceglie di prendersi cura delle proprie fragilità e di investire nel bene comune.

Ad aprire l’incontro è stato il presidente Paolo Andrei, che ha ringraziato tutte le persone e le realtà che in questi anni hanno creduto nel progetto Munus, contribuendo a costruirne credibilità e capacità di azione. «Dare e meritare fiducia» sono state le parole chiave del suo intervento: una fiducia che si conquista nel tempo, attraverso la trasparenza, la concretezza e la capacità di trasformare le donazioni in opportunità reali per il territorio.

Hanno quindi portato il loro saluto Franco Magnani, presidente di Fondazione Cariparma, e Arnaldo Conforti, direttore di CSV Emilia, due realtà che fin dalla nascita di Munus ne hanno accompagnato il percorso di crescita, offrendo sostegno, orientamento e fiducia. Un legame che negli anni si è consolidato e che ha contribuito in modo significativo allo sviluppo della Fondazione e alla diffusione della cultura del dono sul territorio.

In dieci anni, grazie alla generosità di tanti donatori, Munus ha contribuito alla costituzione di 81 fondi patrimoniali destinati, raccogliendo oltre 9,5 milioni di euro destinati a interventi sociali e progetti di comunità. Numeri significativi, che raccontano però solo una parte della storia. Dietro ogni fondo ci sono infatti persone, bisogni, idee e percorsi condivisi.

Tra questi c’è il Fondo Munus Orizzonti, presentato ufficialmente durante l’incontro. È il primo promosso direttamente da Munus e nasce proprio dalla generosità, dalla visione e dal lascito morale di Giorgio Delsante. Il suo obiettivo è sostenere situazioni di fragilità sociale attraverso interventi concreti e tempestivi sul territorio.

La prima iniziativa sostenuta dal fondo è stata “Le Cento Lune”, casa di accoglienza notturna dedicata a donne e madri che attraversano momenti di particolare vulnerabilità. Un progetto che rappresenta bene lo spirito di Munus: essere vicini alle persone, intercettare i bisogni e costruire risposte insieme alla comunità.

Al centro della seconda parte dell’incontro, moderata da Eleonora Urbanetto, membro del Comitato Esecutivo di Parma Capitale Europea dei Giovani 2027, una riflessione sul valore delle relazioni e della collaborazione tra soggetti diversi.

Il Sindaco di Parma Michele Guerra ha definito Munus «una roccaforte di valori» e «uno spazio aperto» in cui la comunità può riconoscersi e contribuire alla costruzione del bene comune. Un’esperienza che, secondo il Sindaco, ha insegnato alla città l’importanza di avere luoghi affidabili e trasparenti attraverso cui trasformare la volontà di fare del bene in progetti concreti.

L’Assessore alle Politiche Sociali Ettore Brianti ha evidenziato il valore del lavoro di rete sviluppato negli anni attraverso il Patto Sociale cittadino, sottolineando come la collaborazione tra istituzioni, terzo settore e cittadini rappresenti una condizione essenziale per rispondere alle fragilità e promuovere una crescita sociale inclusiva.

Andrea Belli, in rappresentanza del Fondo Solidarietà Barilla, ha invece posto l’attenzione sull’importanza della coprogettazione e dell’ascolto dei bisogni del territorio, elementi che consentono di costruire interventi efficaci e condivisi, valorizzando il contributo di ciascun attore coinvolto.

Dalle diverse testimonianze è emerso un filo rosso comune: la consapevolezza che il dono non sia soltanto un gesto di generosità, ma uno strumento per creare legami, rafforzare la coesione sociale e rendere una comunità più capace di affrontare le proprie fragilità.

La serata si è conclusa con un momento conviviale e con una grande foto di gruppo. Un’immagine semplice ma significativa: quella di una comunità che continua a riconoscersi attorno a valori condivisi e che guarda avanti con la consapevolezza che il dono, quando diventa relazione, può generare cambiamento.

Dopo dieci anni, il cammino di Munus continua. Con la stessa convinzione che ne ha accompagnato la nascita: nel dono condiviso prende forma la comunità.

(Foto di Giacomo Canali | CRAL Barilla)