• Il dono, un’arte di umanizzazione

    by  • 29 marzo 2016 • Testimonianze

    foto-paneIl valore esistenziale del dono
    C’è un fatto che appartiene a tutti, che è il più vicino all’avventura della vita e che più si adatta ad annunciare il suo primato: è l’esperienza del dono. La vita può essere considerata un dono ed esso tutta la attraversa; la nostra persona la riceviamo dagli altri, doniamo allo stesso modo in cui respiriamo, doniamo quando parliamo con qualcuno, quando siamo attenti alla sua persona e la accogliamo. Il dono abbraccia la totalità dell’esistenza: doniamo senza aver coscienza di farlo.

    L’arte di donare
    Donare è possibile perché l’uomo ha dentro di sé la capacità di compiere questa azione senza calcoli; in altre parole è quando sappiamo eccedere nel dare più di quanto siamo tenuti a farlo. Donare è dunque un movimento asimmetrico che nasce da una scelta consapevole e libera. È questa la grandezza della nostra umanità: donare nella libertà.

    Donare è un’arte che è sempre stata difficile, ardua, quasi eversiva, ma liberante: essa richiede una convinzione profonda, una sua conoscenza; per questo motivo occorre innanzi tutto farne esperienza. Nel donare c’è un soggetto, il donatore, che nella libertà e per generosità, fa un dono all’altro. E lo fa indipendentemente dalla sua risposta, accendendo una relazione non generata dallo scambio, dal contratto, dall’utilitarismo, ma dalla pura fiducia. Certo, c’è un rischio da assumere in questo gesto che porta a esporsi oltre le consuetudini. Ma chi lo riceve e accoglie con gratitudine, diventa colui che è a sua volta capace di ripeterlo. Il dono avvia così un processo che educa all’umanizzazione.

    L’etica del dono
    Il donare non è dunque soltanto un’esperienza personale; esso è al contempo un gesto collettivo, perché libero, sapiente e senza confini, che si propaga negli altri e nelle nuove generazioni. Le comunità e la più vasta società esistono quindi in forza del dono e della reciprocità che esso attiva. Oggi, c’è ancora più bisogno del dono. La crisi economica odierna si sta rivelando, più profondamente ancora delle sue conseguenze finanziarie, una crisi di umanizzazione. Quando la competizione e le sue leggi sono la totalità, quando l’individualismo e la cultura del “tutto e subito” si diffondono l’umanità tende a occultarsi. Tuttavia questa situazione ha generato l’attesa di una diversa globalizzazione, dove oltre all’economia e alla tecnica tornino a contare la relazione, la prossimità e la persona. Il dono possiede quella forza che può far rinascere l’umanità: è la fiducia, che nasce in chi percepisce di essere importante per chi gli ha fatto quel dono. Anche la nostra Comunità parmense ha bisogno di gratuità e di fiducia, senza le quali neppure i rapporti economici possono stabilirsi in modo equo, corretto e proficuo. In questo modo tornerà a splendere l’arte del dono e con esso uno dei paradossi dell’avventura umana: c’è più gioia nel dare che nel ricevere.

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