• Fiducia e dono

    by  • 27 gennaio 2016 • Testimonianze

    CammelloIn una storia ormai nota si racconta di un cammelliere che lasciò alla sua morte un testamento per dividere i suoi beni tra i tre figli. Il cammelliere aveva 11 cammelli e nel suo lascito testamenta­rio stabilì di assegnare metà dei suoi be­ni al primo figlio, un quarto al secondo figlio e un sesto al terzo figlio. Quando giunse il momento di dividere l’eredità iniziarono i problemi. La metà di undi­ci cammelli fa cinque cammelli e mez­zo. Il primogenito pretendeva di “arro­tondare” il lascito paterno esigendo il se­sto cammello. Gli altri fratelli si oppo­nevano sostenendo che era già stato troppo privilegiato dalla volontà del pa­dre. Inizio così un aspro conflitto tra di loro.

    Un giorno un cammelliere molto meno ricco si trovò a passare da quelle parti e, vedendo i tre figli litigare, decise di do­nare il suo unico cammello per aggiun­gerlo al monte ereditario. Grazie a que­sto aiuto adesso fu possibile acconten­tare le pretese dei tre eredi. Al primo an­darono 6 cammelli (la metà di 12), al se­condo 3 cammelli (un quarto di 12) e al terzo 2 cammelli (un sesto di 12). Nes­suno dei fratelli eccepì perché nessuno di loro stava pretendendo più del dovu­to nella nuova situazione. Il totale ades­so faceva esattamente undici cammelli. Il donatore di passaggio poté così ri­prendersi il dodicesimo cammello.

    (…) mi piace sottolineare quella della fertilità del do­no che non lascia chi lo compie con me­no di ciò che ha abbandonato. La gra­tuità ha “dividendi” molto elevati, più al­ti e duraturi di quelli di molti investi­menti economici. Il dono, oltre ad ave­re la capacità di produrre benevolenza, e quindi di costruire relazioni più ricche, ha anche una sua fertilità economica e sociale favorendo la cooperazione e ri­solvendo controversie in un mondo nel quale senza cooperazione e fiducia reci­proca è impossibile risolvere i dilemmi sociali che viviamo tutti i giorni (…)

    Fonte: Leonardo Becchetti http://www.avvenire.it/

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